AZIONE 2 – SONG WRITING AZIONE 3 – ATTIVITÀ DI CANTO CORALE PRESENTAZIONE DEL LABORATORIO MUSICALE IN COLLABORAZIONE CON L’ORATORIO “DON BOSCO” DI SAN DONA’ DI PIAVE L’oratorio “Don Bosco” rappresenta, nel cuore della città di San Donà di Piave, un luogo chiave di aggregazione giovanile e di comunità ed ha rappresentato la meta ideale per la realizzazione del laboratorio musicale tra generazioni ideato dal nostro centro servizi per anziani, una delle tre tipologie di laboratorio intergenerazionale che caratterizza il macroprogetto regionale “L’albero delle età”. Grazie alla versatilità ed enorme carica creativa dell’insegnate di canto Serena Fontanel e alla disponibilità del musicoterapeuta Rosario Puzone sono stati previsti due tipi di laboratori: CANTO CORALE e SONG WRITING. I laboratori sono iniziati il giorno 10 maggio e hanno previsto il coinvolgimento di un gruppo di ragazzi del territorio e di un gruppo di anziani del centro servizi “Anni Sereni Città Di Eraclea” guidati dall’educatore referente del progetto, la dottoressa Ivana Prior, con l’accompagnamento di volontari e operatori socio sanitari della struttura e di alcuni genitori dei ragazzi. Le altre date previste prima della pausa estiva sono state: il 17 maggio, il 31 maggio e il 7 giugno. Era stato previsto che il gruppo di lavoro, frutto del connubio intergenerazionale, intraprendesse un percorso di un anno nella musica e nello scambio di identità tra generazioni, con divertimento, scambio di emozioni, visioni della vita e tanta voglia di giocare insieme. Tutto questo non può che portare a nuove forme di cittadinanza attiva, nuove forme di comunicazione e crescita personale per anziani e ragazzi. I ragazzi selezionati sono stati compresi nella fascia di età tra gli 11 e i 21 anni. In questi primi laboratori, prima della pausa estiva, la presenza dei ragazzi è stata incostante e variabile, ma molto significativa. Ai laboratori, a cui verrà sempre invitata anche in futuro una piccola rappresentanza di anziani del territorio o aderenti ad associazioni informali, ha partecipato un’ospite del centro diurno per anziani “Anni Sereni Città Di San Donà Di Piave”. Hanno partecipato, in qualità di accompagnatori ai laboratori, anche le volontarie del centro servizi “Anni Sereni Città di Eraclea” Roberta e Sonia e le operatrici socio sanitarie Ester e Sara.
AZIONE 4 – LABORATORI DI ATTIVITÀ LUDICO MOTORIE (PSICOMOTRICITA’ RELAZIONALE) PRESENTAZIONE DEL LABORATORIO DI ATTIVITÀ LUDICO MOTORIE IN COLLABORAZIONE CON L’ASD FITNESS PLANET DI TORRE DI MOSTO All’interno del progetto L’albero delle età non poteva mancare l’attenzione alle fasce di età dei più piccoli ed è stato ideato, tra le tipologie di laboratori, un laboratorio tutto dedicato al movimento e alle attività psicomotorie, molto innovativo. Il laboratorio viene realizzato in collaborazione con L’ASD FITNESS PLANET DI TORRE DI MOSTO, con il coivolgimento della fisioterapista Lisa Marcon, della neuropsicomotricista Valentina Moro dello studio per l’età evolutiva e adulta “Intelligere”, e della Scuola Materna Maria Bambina di Torre di Mosto. Coreferente, insieme all’educatrice Ivana Prior, di questo segmento di progetto, è l’educatrice Alessandra Zurlo che ha coordinato gli incontri. I laboratori psicomotori tra generazioni si svolgono nella palestra sede dell’associazione ASD Fitness Planet La dimensioni ludica emotiva e affettiva si fondono per creare nuovi spazi per la creatività e per il benessere e per la crescita di persone che siano portatori di relazioni più profonde e ricche. I laboratori previsti prima della pausa estiva sono stati programmati per le mattine del 17 maggio e del 21 giugno.
AZIONE 4 – LABORATORI DI ATTIVITÀ LUDICO MOTORIE (PSICOMOTRICITA’ RELAZIONALE) DESCRIZIONE DI UNA ESPERIENZA L’Albero delle età: laboratorio di psicomotricità. Il laboratorio si articola in 10 incontri mensili della durata di 1 ora e mezza. Tale progetto nasce dalla collaborazione tra diverse realtà educative della provincia: il centro servizi per anziani “Anni Sereni Città di Eraclea”, la Scuola dell’infanzia “Maria Bambina” di Torre di Mosto, e lo Studio “Intelligere”, studio per l’età evolutiva e adulta con sede a San Donà di Piave. I protagonisti sono la classe dei medi dei bambini della scuola dell’infanzia e alcuni ospiti della casa di riposo. Insieme condividono uno spazio e un tempo, guidati da due professioniste nell’ambito riabilitativo: dott.ssa Valentina Moro (neuropsicomotricista dell’ età evolutiva) e dott.ssa Lisa Marcon (fisioterapista). Durante il laboratorio si impara la conoscenza reciproca attraverso un semplice contatto corporeo che si costruisce con gradualità: gesti semplici come darsi una mano o tirare la palla assieme diventano occasioni preziose per creare scambio, collaborazione e dialogo tra generazioni diverse. Per i bambini diventa una opportunità per migliorare la coordinazione motoria globale, rispettando lo spazio dell’altro e imparando a saper attendere e ascoltare. Anche per gli anziani il contatto con i bambini è importante perché stimola la partecipazione e l’iniziativa motoria, così da poter interagire in modo costruttivo e positivo con l’altro, senza distinzioni d’età. Attraverso il gioco condiviso si impara a stare bene insieme, anche se l’altro è diverso da me. I nonni hanno molto da raccontare e i bambini con la loro curiosità creano un ambiente positivo e di benessere: ecco che lo stare assieme diventa soprattutto un modo per favorire l’espressività di grandi e piccini, si apprende tramite le azioni e il piacere che nasce dal condividere un’esperienza. Lo scopo è quello di creare una rete di nuove relazioni tra generazioni, imparando a stare assieme ognuno con il proprio modo di essere: crescere assieme si può e può essere uno spunto di crescita per tutta la società. Dottoressa Lisa Marcon conduttrice del laboratorio.
AZIONE 2 – SONG WRITING AZIONE 3 – ATTIVITÀ DI CANTO CORALE LABORATORIO MUSICALE DESCRIZIONE DI UNA ESPERIENZA Metti insieme un gruppo di nati tra 1921 e il 2001 e si scatena la scintilla che il cuore sfavilla! Partito il pomeriggio del 10 maggio all’oratorio Don Bosco di San Donà di Piave, il laboratorio di Song writing del progetto regionale L’albero delle età, ha visto la partecipazione di circa 15 anziani del centro servizi “Anni Sereni città di Eraclea” e di un piccolo gruppo di ragazzi che verranno poi affiancati da altri coetanei, delle scuole secondarie superiori e primo anno di università. Il gruppo è stato guidato dai musicisti Serena Fontanel, insegnante di canto, e Rosario Puzone, musicoterapeuta. Il brain storming che è stato una vera tempesta di cervelli, ha visto tutti elencare temi importanti per la propria anima da trascrivere in canzoni e questo ha fatto scaturire una visione davvero fulminante di diversità e comunanza tra generazioni sul tempo, la vita, i sentimenti. Dinamiche psicoaffettive sorprendenti e toccanti per noi educatori. A dire il vero, dato che era il primo incontro, i partecipanti erano tutti poco sciolti, ma alcuni ragazzi hanno offerto, con grande slancio, proiezioni relative alle proprie intime emozioni e alla loro visione della vecchiaia che hanno toccato e sorpreso tutti. Selene ha anche citato una bella canzone di De Andrè. Per alcuni di loro essere anziani offre una maggiore garanzia nell’essere riconosciuti socialmente e la generazione dei nonni sembra avere goduto di maggiori possibilità di libertà perché meno condizionata nello stile di vita da macchine e tecnologia. Gianmarco ha poi improvvisato un motivo alla chitarra accompagnato da vocalizzi delle ragazze. Siamo lontani dall’immaginare una canzone, ma abbiamo capito che musica è anche: “Memoria, riflessione, condivisione, socialità, risate, immaginazione, refrain che tornano, desideri, paure speranze e sentimenti mai abbastanza espressi”.
AZIONE 4 – LABORATORI DI ATTIVITÀ LUDICO MOTORIE (PSICOMOTRICITA’ RELAZIONALE) DESCRIZIONE DI UNA ESPERIENZA rovo bellissimo il progetto e bellissima la prima giornata di questo laboratorio! Un incontro tra due generazioni, un’occasione per scambiare momenti di gioia, di esplorazione, di sorrisi e gesti, e insieme creare relazioni. I primi minuti sono stati momenti di impaccio sia tra i bimbi che i tra i nonni, poi: una grande empatia. L’inizio della conoscenza, l’esplorazione delle possibilità di incontro si è realizzata attraverso un bellissimo gioco che ha portato a far sì che sia i bimbi che i nonni avevano modo di interagire con la stessa modalità psicomotoria. Il bimbo si avvicinava sempre dallo stesso anziano e l’anziano cercava lo stesso bimbo. Molto commovente: la felicità nei volti dei nonni dava prova del ruolo di nonno che per anni hanno svolto, con premura e protezione. I bimbi percepivano sia la sicurezza che la fragilità del nonno. Non ci vogliono molte parole per capire l’integrazione tra le diverse età. Queste esperienze ti fanno pensare, riflettere su come le persone non abbiano età nel trasmettere l’amore e ciò che hanno vissuto, e conservino intatta la voglia di donarsi ancora. Manola Cucchi - operatore socio sanitario in servizio presso “Anni sereni città di Eraclea”
AZIONE 2 – SONG WRITING AZIONE 3 – ATTIVITÀ DI CANTO CORALE LABORATORIO MUSICALE DESCRIZIONE DI UNA ESPERIENZA IL 17 maggio anziani e ragazzi si sono ritrovati come nell’occasione precedente, all’oratorio Don Bosco alle ore 16 per il secondo laboratorio musicale tra generazioni. Dopo aver effettuato il brain storming necessario all’individuazione dei temi che stanno a cuore ai partecipanti, la base musicale ideata dal giovane amico Gianmarco è stata il trampolino di lancio per l’individuazione di un ritmo con cui iniziare, il famoso incipit. L’inizio di una canzone, per tutte le generazioni e per tutto ciò che una canzone rappresenta nella storia sociale e personale degli individui, è come una promessa che guida un volo del cuore, un’idea, una barchetta di carta che decide la direzione del vento e ci guida nella ricerca dei nomi delle cose. Si sono scritte canzoni per ogni sorta di emozioni e sono state benedizioni, premonizioni, oltre che occasioni (per tenere la rima) per vivere come nuove e rinate vicende mille volte ritrovate sotto forma di consuetudini e volti e dimensioni sociali e culturali diverse. I nostro inizio, facendo i conti con l’immaginario complesso e visionario delle giovani generazioni, si è destreggiato tra il vento che soffia e gli antichissimi concetti di speranze e sogni e ne è uscito un “Credi in ciò che vuoi, cerco i tuoi abbracci, sogni perduti che il vento soffia su di noi”. Le canzoni in fondo parlano sempre di speranze, di sogni e vitalità, di come ci si confronta con la vita rispetto al proprio destino, ma intrecciare la visione del destino di un anziano con quella di un adolescente ha prodotto un risultato di colore e immagini e visioni veramente difficile da descrivere. E’ stato davvero molto emozionante ascoltare, nel momento della conclusione del tempo insieme, varie versioni dell’inizio della canzone, e poter ascoltare l’esecuzione musicale da parte di Emmanuel, undicenne, che ci ha fatto ascoltare una versione di solo piano. Nell’insieme del laboratorio gli spunti per la scrittura del testo sono venuti sia da anziani che da ragazzi.
AZIONE 2 – SONG WRITING AZIONE 3 – ATTIVITÀ DI CANTO CORALE LABORATORIO MUSICALE 31 MAGGIO E 7 GIUGNO DESCRIZIONE DI UNA ESPERIENZA Gli ultimi due laboratori musicali all’oratorio Don Bosco, prima della pausa estiva, si sono svolti i pomeriggi del 31 maggio e del 7 giugno. Hanno rappresentato un entrare in forma più viscerale nelle travolgenti possibilità della musica come definizione dell’identità e hanno differenziato i linguaggi con cui i gruppi effettueranno la loro esperienza nell’arco di tutto il progetto. L’avanzamento della composizione della canzone da parte del gruppo ha permesso di aggiungere temi più cari ai nostri anziani e meno eterei, più concreti e sensoriali rispetto a quelli emersi nei primi brain storming. E’ sempre affascinante osservare come i ragazzi, attraverso l’improvvisazione musicale, danno corpo a idee che diventano parole, e c’è un continuo interscambio tra il suono della parola e il ritmo della musica. In questi laboratori le attività di scrittura canzoni e canto corale sono rimaste organizzate e condivise nelle stesse giornate ma si è iniziato a dividere i gruppi dei partecipanti per attività, e la parte corale si è sviluppata in modo totalmente autonomo solo in questi due ultimi due laboratori. Entusiasmante e dirompente, sotto la direzione dell’insegnante Serena Fontanel, cantare in coro con mille modalità diverse “Messico e nuvole” di Giuliano Palma. Attraverso la mimica e la fantasia del corpo e della mente, la produzione di una idea di interpretazione, sia del ritmo che dei contenuti, ha portato i partecipanti a sperimentare le mille sfumature e le mille identità nascoste dentro una canzone che si scoprono solo durante la sua esecuzione. I partecipanti, come se fossero attori loro stessi della vicenda raccontata sono stati chiamati a cantare, interpretando stati d’animo, diversi il medesimo testo e la medesima canzone. Cambiavano anche i movimenti fluidi del corpo, ed è davvero sorprendente come pur rimanendo inalterati testo e musica, una stessa canzone possa esprimere emozioni tanto diverse Tutti sono rimasti davvero felici ed entusiasti di provare questo particolare gioco corale. Compiti per l’estate: individuare le canzoni preferite della propria vita che i partecipanti si preparano a cantare svelando anche parti di loro stessi che forse non conoscono. Il saluto tra ragazzi ed anziani è avvenuto proprio come ai tempi della scuola per gli anziani, in allegria e spensieratezza. L’oratorio Don Bosco è diventato ora sede del Grest e lo abbiamo salutato con la sua atmosfera brulicante di vitalità e attività di ragazzi, pronti a re-incontrarci a settembre.
La mattina di venerdì 12 ottobre 2019 tra i vari momenti emozionanti del laboratorio psicomotorio legato al progetto L’albero delle età, nella sua ripresa autunnale, ha rappresentato e sintetizzato felicemente molte specificità positive del progetto.Giunti nella palestra in cui si svolgono tutte le attività di questo laboratorio, si è subito notato aleggiare nell'aria un’atmosfera carica di emozioni. Infatti per quanto riguarda gli anziani si è trattatodi un ritorno ad un periodo della loro vita in cui erano occupati ad accudire i propri figli e poi nipoti, e quindi molto carico di reminiscenza, mentre per i bambini è stato, come di consueto in questo laboratorio, come se avessero potuto avere a disposizione molti nonni contemporaneamente. Tutto è iniziato con la scoperta di alcuni vasi da fiore in cui erano stati precedentemente posti dei semi da parte delle insegnanti, poi accuratamente nascosti dietro un pannello di tessuto con l'obiettivo di stimolare la curiosità dei bambini ed invitarli quindi a prendersi cura delle piantine che sarebbero nate di lì a poco. Per gli anziani, queste attività legate al mondo agricolo hanno significato un riaffiorare di ricordi, più o meno remoti, di quando ciascuno di loro si occupava del proprio orto, dei fiori che abbellivano i davanzali o anche dei propri campi. Oltre a tutto ciò, i meno giovani presenti si sono prodigati in consigli circa le migliori tecniche di coltivazione, riportando alla mente antiche competenze acquisite attraverso l'esperienza diretta. Un altro momento particolarmente ricco di emozioni si è verificato allorquando sia i bambini che i “nonni” hanno cantato insieme brevi strofe accompagnate da alcuni movimenti ritmici; tale azione unitaria ha favorito l'abbattimento del GAP generazionale regalando momenti di intesa allegria e gioia.Un’altra esperienza particolarmente significativa e stata quella del reciproco spalmarsi una crema profumata sulle mani attività propedeutica alla successiva chea breve descriverò. Quanta delicatezza si è notata nell'azione dei bambini mentre spalmavano la crema sulle mani delle persone anziane, indice di un forte senso di rispetto e di protezione nei loro confronti. Altro momento “magico” è consistito nel ricalcare l'impronta delle mani dei partecipanti in modo reciproco su di un foglio per poi procedere con la colorazione di quest'ultima. E' stato emozionante assistere all’aiuto reciproco che tutti i partecipanti si sono prestati. Infatti, mentre gli anziani siaccertavano che i bambini rispettassero i bordi e usassero il colore in modo corretto, di converso i primi intervenivano in soccorso di coloro i quali avevano alcune difficoltà nella stesura del colore ed altro. Tale cooperazione ha permesso un'ottima sinergia tra adulti e bambini ed il raggiungimento di un eccellente obiettivo in comune.Questi sono solo alcuni dei momenti che hanno reso fantastica l'esperienza vissuta e che mi sono sembrati particolarmente significativi e rappresentativi anche se, lo confesso, la selezione è stata difficile.

Deborah Dalle Vedove
Operatrice socio sanitaria